Rassegna stampa

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Le novità

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CORRETTA INTRODUZIONE DI CALCIO CON L’ALIMENTAZIONE PER LA PREVENZIONE DELL'OSTEOPOROSI

L'osso, per mantenersi in salute ha bisogno di calcio. I principali componenti minerali dell'osso sono due: il calcio e il fosforo.Il fosforo è contenuto in una grande varietà di alimenti, per cui una sua carenza è praticamente impossibile, mentre il calcio è contenuto in quantità significative solo nel latte e nei suoi derivati. Latte (anche scremato), yogurt (anche magro) e formaggi devono quindi far parte fin da giovani della nostra alimentazione quotidiana. Se introduciamo una quantità sufficiente di calcio con la nostra dieta quotidiana non rischiamo di sottrarlo al nostro scheletro. Un litro di latte (anche totalmente scremato) contiene circa 1,2 grammi di calcio.
Ottanta grammi di grana/parmigiano (o 120 g di fontina, caciocavallo o provolone) ne contengono circa 1 grammo.
È importante sottolineare che il latte parzialmente o totalmente scremato e lo
yogurt magro contengono le stesse quantità di calcio dei prodotti "interi". Oltre al formaggio ,anche i pesci che - come i latterini, le alici o il salmone sono una buona fonte di calcio. Lo stesso vale per polpi, calamari e gamberi.
Molti vegetali verdi (broccoletti, indivia, radicchio, carciofi, spinaci, cardi, ecc.) contengono una buona quantità di calcio, tuttavia, meno assimilabile di quello dei latticini, come anche arachidi, pistacchi, noci, mandorle, nocciole, fichi secchi Molte acque minerali ne sono ricche: quelle che ne contengono più di 200 mg per litro (leggete l'etichetta!) possono fornire una discreta quota del fabbisogno quotidiano di un adulto.

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ANDROGENIL’USO TERAPEUTICO DEGLI STEROIDI

Gli S.A. costituiscono una classe di sostanze derivate dal testosterone che, in base alla strutturazione chimica (alchilazione o esterificazione), possono essere assunti per via orale o parentale. Nella buona pratica clinica tali sostanze hanno delle indicazioni terapeutiche definite. Esse sono utilizzate negli ipogonadismi maschili ed in alcune forme di ritardo puberale. Nella femmina esistono indicazioni in alcune forme di tumore mammario metastatico e, anche se con posologie particolari, nella terapia sintomatologica del climaterio femminile. Altre

 utilizzazioni cliniche sono rappresentate da forme di anemia ipo-aplasiche, nelle ustioni e in alcune forme di ipostaturismi.

Indipendentemente dall’indicazione clinica è nozione comune di ogni endocrinologo o andrologo l’assoluta esigenza di rispettare le indicazioni e di attenersi alla posologia indicata, di valutare attentamente prima della prescrizione la presenza di patologie concomitanti che ne controindichino l’uso (patologie neoplastiche, epatopatie, ecc..). Spesso nonostante ne esista l’indicazione si ha la tendenza ad utilizzare le minime dosi efficaci per il paziente al fine di ridurre al minimo l’incidenza di effetti collaterali e/o indesiderati.

L’assunzione terapeutica di ormoni androgeni è attualmente effettuabile solo su prescrizione medica con ricetta medica non ripetibile ed i pazienti in terapia con steroidi androgeni devono essere monitorizzati per quanto concerne gli aspetti clinici e bio-umorali (funzionalità epatica, aspetti endocrini, ecc.) possibilmente da endocrinologi qualificati.

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TERAPIA ORMONALE CON LEVO-TIROXINA LIQUIDA

La recente commercializzazione della levo-tiroxina in forma liquida crea nuove e migliori opzioni nel personalizzare la terapia nei paziente affetti da ipotiroidismo.
In un simposio svoltosi durante l“INTERNATIONAL CONGRESS OF ENDOCRINOLOGY 2012” a Firenze, si evidenzia l’utilità per gli endocrinologi, di avere a disposizione oltre che le ben note formulazioni di levo-tiroxina in compresse( Eutirox, Tirosint ecc.) anche le formulazioni liquide, il cui assorbimento sembra essere minormente 

 influenzato dalla presenza di altre patologie o dalla concomitante assunzione di cibi che come è ben noto riducono l’assorbimento del principio attivo cui sopra.

Infatti da 3 studi effettuati emerge che la levo-tiroxina liquida non necessitando di passare attraverso una fase di dissoluzione raggiunge la concentrazione plasmatica massima 30 minuti prima rispetto alle capsule, che dal punto di vista pratico significa una minore possibilità di interazione con alimenti o altri farmaci.

Come i pazienti che eseguono terapia con levo-tiroxina ben sanno, gli endocrinologi raccomandano di assumere la terapia 30-60 minuti prima di colazione, raccomandazione che non tutti i pazienti rispettano e che porta inevitabilmente il clinico ad aumentare talvolta erroneamente il dosaggio del farmaco, con conseguenti ripetizioni di dosaggi ormonali che provocano oltretutto un aumento della spesa sanitaria.

Sembra quindi che la terapia liquida sia meno influenzata dalla concomitante assunzione di alimenti e di farmaci come gli inibitori della pompa protonica (farmaci riducenti l’acidità gastrica utile in molte patologie come gastriti ulcere gastriche ecc.) che aumentando il ph gastrico riducono il dissolvimento delle compresse.

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